Come l’Expo ha cambiato il marketing a Milano

Expo 2015 è stato l’evento più grande (e chiacchierato) ospitato sul suolo nostrano; tra innovazione e spettacolari costruzioni, ancora oggi l’Expo continua a far sentire i suoi strascichi, e non solo per quanto riguarda il profilo architettonico di Milano.

L’evento ha infatti portato con sé conseguenze tutt’ora visibili nel campo del marketing, un’eco che ha cambiato l’approccio milanese al mondo della promozione commerciale.

Anzitutto va valutata la legacy, ossia l’impatto a lungo termine sul turismo; e non un turismo qualsiasi rivolto al Duomo e al Castello Sforzesco, ma quello più insolito che ha riguardato le periferie. Expo ha infatti portato con sé la riqualificazione dei sobborghi cittadini nei quali è stato allocato, e di conseguenza ha rinnovato le strategie di marketing rivolto ai viaggiatori: meno storia e più grattacieli, meno antichità e più palazzoni residenziali, sotto l’egida del nuovo che avanza. Non una novità assoluta per Milano, certo, che da sempre ha l’identità più europea tra tutte le altre città italiane, ma è innegabile che il modo di fare marketing turistico dall’Expo in poi ha accentuato una promozione della periferia come vero cuore pulsante cittadino: periferia ricca, in grado di erogare tutti i servizi richiesti e offrire nuovi terreni (anche metaforici) di investimento.

L’Expo ha inoltre reso Milano la città del food. Dopo la Milano da bere, insomma, è giunto il momento di riempire i piatti, che tanto avevano fruttato durante quel periodo. Questo è probabilmente il settore in cui il marketing non solo è cambiato, ma si è proprio costruito quasi da zero. Non è un caso lo sbarco di Starbucks proprio subito dopo l’esposizione. La città meneghina ha inoltre spinto l’acceleratore su eventi legati al cibo: Milano Food City e Tutto Food sono le due principali, e di respiro internazionale. In questo caso il marketing ha posto un focus preciso sul rapporto tra cibo e benessere, all’insegna dell’healthy, della sostenibilità, e delle eccellenze agroalimentari. Una declinazione green vincente.

L’esposizione universale, insomma, è stata capace di creare un “modello Milano” nel modo di fare marketing (fonte: l’agenzia marketing di Milano Guru) brandizzando l’intera città all’insegna del più innovativo lifestyile.